sabato, agosto 19, 2006

Mani in pasta



Ecco.. è quasi finito.
Gli ultimi ritocchi li darò quando la terra sarà meno bagnata.
Poi dovrà asciugare ancora, prima di farlo cuocere.
Se sono stata brava, se non ho lasciato bolle d'aria fra un colombino e l'altro, il vaso uscirà integro dal forno e si chiamerà ....Biscotto.
Non è automatico....
Ma spero di avervi fatto venire la voglia di sapere coma va a finire.....

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13 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

Ma che bello!... Sono curiosa di vedere come riesce, alla fine... ;P

21 agosto, 2006 22:09  
Blogger Rotella ha detto...

Ehehehe! :-))))
Tiro un sospiro di sollievo, Gloriamundi....
Meno male che ci sei tu che sei MOLTO, ma MOLTO curiosa di vedere come riesce alla fine!
Eh..... :-)

22 agosto, 2006 06:54  
Anonymous Anonimo ha detto...

Sono curiosa di sapere che colori sceglierai, in particolare. Ma aspetterò... :)

22 agosto, 2006 19:39  
Blogger Rotella ha detto...

Psss... ora ti dico un segreto.... vieni più vicino, Gloriamundi, non voglio farmi sentire....
Vorrei che venisse turchese, verde, blu... ma forse avrai capito che non è come dirlo....
Il raku fa un po' come c+--o vuole lui... io ci proverò, ma potrebbe venire .... Rosso... se non doso bene la quantità di ossigeno della camera di riduzione....
Davvero, ci tocca aspettare... :)

22 agosto, 2006 20:11  
Anonymous Anonimo ha detto...

Ok, va bene Rotella... aspetterò... tra l'altro, arrossisco, ma devo essere sincera: nonostante abbia qua e là vagheggiato tra i link, non ho ben capito come avvengono le reazioni che danno il colore alla ceramica raku, e cosa la differenzia davvero da quella tradizionale (ok, si vede che è diversa, talvolta sembra essere metallo)... La cottura? O che altro?...

Ora posso anche parlare ad alta voce :) Ho visto sul catalogo che ti han richiesto di mettere i prezzi delle tue opere, mi hanno preceduto. Giusto ci pensavo l'altra sera, non è poi una cattiva idea. So che ti può mettere in imbarazzo, ma sono oggetti davvero belli, e magari qualcuno è davvero interessato... e farti pagare è anche una giusta ricompensa alla tua passione che... può diventare lavoro vero e proprio (mi pare di capire che il tuo lavoro sia un altro...). Però, se posso permettermi, un suggerimento: sei fin troppo onesta, ho visto... detto tra noi, anche se leggono tutti, dieci euro per alcuni oggetti, col lavoro che c'è dietro, la preparazione, e anche l'idea iniziale, secondo me è persin poco. Io dieci euro li prendo all'ora per lezioni di latino e greco... Lo so, anche io ho anni di "studio" dietro, però...
Un abbraccio!

22 agosto, 2006 21:50  
Blogger Rotella ha detto...

Sai che facciamo, Gloriamundi, visto che mi sembra di intuire che ci sia un pochino di interesse da parte tua,i prossimi post sul vaso in questione li farò più precisi e tecnici, proprio per te, così potrai avere un'idea più esatta sul raku.
Ma bisogna proprio aspettare... le fasi precedenti all'ultima cottura sono diverse...
E per i prezzi, hai ragione, è una questione di onestà... anche perchè ti assicuro che già così non vendo: la gente preferisce le tazzone dell'IKEa.. e non posso dargli torto.. sono carine e costano meno.
Le persone che, come te, comprendono e apprezzano il lavoro che c'è dietro ai miei pezzi, la preparazione, l'idea iniziale, sono pochissime.
Almeno nella mia città,dove non c'è cultura nè tradizione nel settore.
Qui a Brescia? Tondino. Anche nella maggior parte dei cervelli.
Sai cosa mi piacerebbe? Un bel laboratorio - negozio - esposizione......

23 agosto, 2006 07:42  
Anonymous Anonimo ha detto...

Ti ringrazio! Sarei proprio curiosa! Proprio per me!... Ma grazie!... Sei gentilissima!...

Beh, i tazzoni dell'IKEA van bene per tutti i giorni, li uso anche io di simili, essendo sbadata e tendendo a romperne in quantità. :$ Se rompessi uno dei tuoi mi verrebbe un colpo (fai colto che una volta, lavando i piatti, ho rotto simultaneamente due piatti e un bicchiere...). I tuoi oggetti possono essere idee regalo, anche di un certo valore.

Credo non sia una questione di cultura nel settore. E' proprio che certa gente non capisce. Mio padre è artigiano, è proprietario di una carrozzeria in cui è l'unico che lavora (no garzoni, no dipendenti). Dietro a certi lavori ci perde dei mesi. Giorno e notte a volte. Non sai quante volte magari non lo vedo per due o tre giorni di fila, visto che rientra tardi e va via presto. Il suo è un lavoro artiginale, come il tuo. Quando restaura moto d'epoca, ci mette passione, come la metti tu. Eppure sai quanti clienti, di fronte al conto, hanno ancora da protestare, perchè è troppo(magari dopo chelui ha conteggiato di manodopera molte meno ore?)? Perchè non contano tanti fattori: i pezzi di ricambio (costosissimi, soprattutto delle case produttrici straniere) e soprattutto che, dietro una riga fatta con una chiave sulla portiera, bisogna smontarla tutta, bisogna ristuccare tutta la portiera, livellare lo stucco, rialzare i bolli, riverniciare tutto, rimontare tutto e rilucidare tutto. Dicono: "che sarà mai una riga?" Come potrebbero dire di te: " che sarà mai una tazza?". E invece no. Quando la cosa è finita, tutto sembra facile. Poi, se vedi la preparazione, diventa tutto estremamente difficile...

Certo, sarebbe bello per te. Una bella occasione per farti conoscere, anche. Il comune di Brescia non supporta nuovi progetti di giovani? Dovrebbe farlo, se non erro era anche un progetto della Comunità Europea, proprio per i giovani che intraprendono un lavoro artigianale... Hai mai provato informarti? :)

23 agosto, 2006 09:26  
Blogger Rotella ha detto...

Sì, per te... dai non mettermi in imbarazzo, non volevo farti pesare nulla, mi fa piacere, davvero.
Anche perchè mi sembra di capire che tu sia una persona che desidera ampliare i propri orizzonti, ti piace conoscere e imparare ciò che non sai, sei aperta anche a tutto quello che non ti interessa proprio direttamente... quindi sì... lo faccio, anche se magari ad altri può annoiare o interessare meno.
Vorrà dire che faranno il salto della quaglia del post :-)

Quando parlo di cultura e tradizione di un luogo, intendo dire che probabilmente in altri posti, dove c'è una tradizione ceramica antica, per esempio in Umbria o in Toscana, oppure in Puglia, o anche in Veneto o Emilia Romagna... bhe le cose sarebbero diverse.
MAgari mi illudo.
Sono stata iscritta ad un'associazione di artigiani e artisti itineranti.
Ero l'unica con questa tipologia di "prodotto".
Giravo tutta la provincia con i miei tavolini e i miei pezzi.
Vendite?
L'anno scorso non sono riuscita a rientrare nemmeno dalle spese di iscrizione (50 Euro!), alzandomi la mattina alle 5.30 e tornando la casa la sera alle 21.00.
Per non parlare dell'usura dei pezzi, dovuta al trasporto.
Per non parlare di chi si fermava a chiedermi se le fontane zen, quelle con il fumo, servivano per fare la polenta...
Per non parlare della "siura" dietro di me che vendeva fiori secchi e decoupage a tutto andare.
Allora ho pensato che non era il mio posto, quello.
E mi sono presa un anno sabbatico.


Sai qual'è stata la mia più grande soddisfazione?
Un Giapponese, che durante un mercatino, durante il quale ovviamente non ho venduto niente, si è fermato e con un sorriso mi ha detto "RAKU! - Ha imparato da un maestro giapponese?"
VAbbè non voglio tediarti.

Ah.. quando passi da Brescia, fermati che ti pago da bere...
"Il Comune di Brescia non supporta i progetti dei giovani?".... Quali giovani.... ho 43 anni e sono una babby-ona. :-))

23 agosto, 2006 10:42  
Anonymous Anonimo ha detto...

Sì, io tendo essere curiosa di tutto, dai misteri della fisica teorica alle ricette di cucina, dalle geekerie da pc agli origami. Sono un po' eclettica, e rompiscatole, lo so. Se ti fa piacere e davvero non ti pesa, lo trovo molto interessante. Credo non mi metterò mai a creare ceramica raku (ma non si sa mai...), ma solo sapere in teoria come si fa sarebbe bello... :) sei gentilissima, davvero.

Quel che mi fa innervosire è che c'è della gente in giro che vende fumo e incassa molto. E altra che si fa il mazzo per non ottenere nulla. Ma purtroppo non si può cambiare il mondo. Tuttavia credo che si possa aggirare gli ostacoli in qualche modo. Con la minore fatica possibile (sto facendo come la mucca Moretta, cerco de non faticà... :D)
Ad esempio questa cosa del catalogo online è una bella occasione. Per i blog ci passa un sacco di gente, in Italia e nel mondo, e ti puoi far conoscere su più lidi. Iscriviti magari a Blogitalia (qui), così magari riesci a fare entrare il tuo blog in giri diversi e nuovi. La pubblicità, c'è poco da fare, sarà solo un detto, ma è davvero l'anima del commercio. E a volte anche sopravalutare o comunque rincarare sul valore (vero o presunto) degli oggetti, conta molto. Non vorrei tediarti anche io, ma volevo portarti come esempio un episodio che mi ha narrato un mio zio, che da sempre lavora in ambito tessile, ovvero è un tecnico di macchinari di produzione tessile, quindi in breve le macchine da cucire che vengono utilizzate nelle ditte di abbigliamento. Oltre ad essere andato a lavorare per conto della società in posti come la Russia della Perestroika degli anni '80, o in Cina, Pakistan, Bielorussia (luoghi in cui le ditte come Levi's ecc producono jeans e capi a POCHI CENTESIMI AL PAIO per poi essere venduti in Occidente a prezzi stratosferici... tanto c'è sempre chi li compra), poche settimane fa mi ha raccontato questo: la proprietaria di una ditta di costumi da bagno (a cui lui è andato ad aggiustare alcuni macchinari)aveva come luogo vendita un negozietto a Camogli, in Liguria, mi sembra. E qui manteneva i prezzi ad un livello normale, e vendeva. Trasferitasi col negozio a Santa Margherita Ligure, ha mantenuto prezzi e modelli ma ahimè, niente. Non riusciva vendere nulla. Finchè, una conoscente del posto, le ha consigliato due cose: la prima, di rifare la vetrina due volte al giorno, in modo che i clienti che passano potessero essere attirati sempre da cose nuove e non pensassero che in magazzino hai poco e sempre la stessa merce. E poi di innalzare alle stelle i prezzi, poichè è idea comune (purtroppo) che se una cosa non costa tanto, non è di qualità, e non ne vale la pena. Orbene, sembra impossibile, ma da quel giorno, facendo così, ha iniziato a stravendere. Nonostante il tutto sia paradossale. Io certe cose non le capisco, sarò tirchia, ma non vesto firmato e cerco di spendere il meno possibile, avvantaggiata dal fatto che della mia taglia (42-44) trovi molto e a basso prezzo. Lo stesso qui. A volte, esagerare un po', rende il tutto molto chic, e quasi la gente compra più volentieri. Mi pare di capire che anche tu sarai della mia idea, ovvero che tutto ciò è assurdo, eppure potrai confermare le mie parole anche da fatti che vedi tu, penso. E più l'ambiente è piccolo-borghese, più accadono queste cose. Era per questo che ti dicevo ciò. E poi ovvio, le soddisfazioni che giungono da persone che se ne intendono, è ancora maggiore ;)
Inoltre l'hai detto tu, eri l'unica con questa tipologia, quindi anche abbastanza rara. Sfrutta questa rarità!...

Da quelle parti vengo poco, ma se mai passassi... ti farò un fischio ;)
Caspita... ho visto la foto nella parte "Biografia" del catalogo e te ne davo massimo 27... caspita, complimenti! :D

23 agosto, 2006 14:14  
Blogger Rotella ha detto...

Ti ringrazio, Gloriamuni, per i preziosi suggerimenti: gli occhi altrui servono proprio per vedere dove i nostri non arrivano. :)
E mi trovo d'accordo con te anche sul fatto che le persone povere dentro, e sono millanta di milllioni, trovano nel prezzo il riscontro del valore di una cosa, e non nelle sensazioni di piacere che proprio quella cosa procura.
Cercherò di attuare, ovviamente in linea con me stessa, i possibili miglioramenti.
Grazie ancora.
Appro di miglioramenti... hai visto il vaso?.... sigh :'-(

23 agosto, 2006 15:21  
Blogger GiorgiaM ha detto...

Ho visto il catalogo mi piace molto, i ciondoli sono molto belli .
vendere ai mercatini non è facile , sono riusciuta a vendere qualche piatto su ebay, giusto per comprarmi il girello e ammortizzare i colori. Ma cose piccole eh da non superare i venti euro. Ci vuole pazienza.

27 agosto, 2006 00:41  
Blogger Rotella ha detto...

Sì, ci vuole pazienza e secondo me, Giorgia, anche i posti adatti dove farsi conoscere...

27 agosto, 2006 09:17  
Blogger GiorgiaM ha detto...

Faenza ... Festa di S.Rocco...danno la possibilità agli hobbysti e non solo di mettere un banchetto.
(l'anno scorso come associazione abbiamo pagato 15 euro per 2 gazebi abbastanza grandini)

Pubblico consapevole, una ragazzina ci dava lezione sulla raku che aveva fatto in classe alle medie.
Ho venduto pure io qualche pezzo e stavo solo facendo delle prove di colore cuocendo e ricuocendo...ho gonfiato le penne che sembravo un pavone !!!


http://proxy.provincia.ra.it/sda/default.asp?&idf=2010000&l=I&comune=0&cmd=oggetto&ido=2096

27 agosto, 2006 16:07  

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