Per te.

Cuoricini raku da collo.
Questa è per te amica mia, che leggi.
L'ho letta a mia volta, su un libro, proprio ieri.
Ma pensandoci bene potrebbe essere per chiunque abbia sofferto per amore.
E siamo in moltissimi.
"E' una storia che prima o poi finirò anche per raccontarla,
ma in mezzo a tutte le altre, senza darle più importanza che a un'altra,
senza metterci dentro nessuna passione particolare che non sia il piacere di raccontare e di ricordare,
perchè anche ricordare il male può essere un piacere quando il male è mescolato non dico al bene, ma al vario, al mutevole, al movimentato,
insomma a quello che posso pur chiamare il bene e che è il piacere di vedere le cose a distanza e di raccontarle come ciò che è passato. "

3 Commenti:
E' molto bello come è detto, ma...
io non sono d'accordo sul fatto che il male provoca poi un piacere quando riusciamo a mettere una distanza tra noi e la storia. Almeno io parlo della mia esperienza passata.
Il bene è solo il sollievo provocato dal fatto che riesco a non più amare uno che mi ha fatto tanto soffrire e a guardare la storia come se fosse un film di cui non sono più affatto io la protagonista.
Molto bello.
E concordo con
il male può essere un piacere quando il male è mescolato non dico al bene, ma al vario, al mutevole, al movimentato,
insomma a quello che posso pur chiamare il bene e che è il piacere di vedere le cose a distanza e di raccontarle come ciò che è passato.
Parole sante.
Cktc, il senso è proprio quello che tu hai espresso nell'ultima riga.
Gloriamundi, sì sono parole sante.
E sono di Italo Calvino.
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