domenica, agosto 27, 2006

Ogni promessa è debito



Ecco, come promesso a Gloriamundi, un breve compendio sul raku.
Oggi ho smaltato gli oggetti che vedete qui sopra.
Gli attenti lettori di questo blog sanno dove trovarne la ricetta.
La cottura in questo caso è molto più veloce.
Sono sufficienti dai 30 ai 45 minuti, fino al punto di fusione dello smalto.
Si chiama così, perchè lo smalto ceramico è prevalentemente un vetro, che ad alta temperatura fonde.
Oggi la temperatura si aggirava intorno ai 920°.



Qui vedete il camino del forno raku da cui si controlla la cottura.
Il rosso è proprio quello del forno: incandescente, appunto.
I pezzi vanno tolti ora, ovviamente muniti di pinze apposite, guanti ignifughi e mascherina per i fumi.
Ovviamente la foto non c'è: sarebbe stato impossibile sfornare e fotografarmi conte-e-mporaneamente....
Dicevo...
Si tolgono i pezzi incandescenti, si mettono immediatamente nel bidone di riduzione che contiene materiale combustibile... ovviamente il tutto prende fuoco....
Io uso carta di giornale e segatura.
Ma c'è chi usa le bucce di banana.
Ognuno ha le proprie perversioni....
Subito dopo aver messo gli oggetti nel suddetto bidone, si copre con un coperchio.

Dicesi bidone di riduzione l'apposito contenitore metallico contenente materiale organico combustibile, dove avviene la necessaria reazione chimica: la riduzione, appunto.
A seconda della quantità di ossigeno che entra nel bidone, prima della riduzione, lo smalto reagirà in modo diverso.



Ecco, qui si vedono i ciondoli con il relativo fumo...
bhe..."si vedono"... è una parola grossa.

Dopo circa 25 minuti, ma a volte ne bastano 10,
si tolgono gli oggetti dal bidone, si lavano con una paglietta metallica per togliere i residui della riduzione.
Se si tratta di oggetti completamente smaltati a questo punto basterà lucidarli.

Eccoli qui, gli unici monili...mangerecci.... ehm..


Altrimenti...
bhe questo sarà l'argomento del prossimo post.

Notiziola di servizio.
Sfornando, mi sono scottata.
Ho preso male le misure e ho sfiorato il forno con il braccio.
La qui presente, demente, era in maniche corte.

Ci vogliono, sempre, le scarpe, i pantaloni e le maniche lunghe quando si sforna...
Comunque, data la temperatura, più che scottarmi, mi sono cotta....

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8 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

interessante...davvero.ma con la mia manualità è meglio evitare!

28 agosto, 2006 16:57  
Blogger Rotella ha detto...

bhe... se ti può consolare io sono stonata come una campana rotta. sigh

28 agosto, 2006 17:29  
Anonymous Anonimo ha detto...

Grazie rotella!... Troppo gentile davvero!...

E che belli questi monili! soprattutto i primi tre partendo da sinistra!... Hanno una colorazione meravigliosa! Il terzo da sinistra poi è davvero troppo bello... E poi beh, la prima rotella... :D
Sì, Feowyn canta davvero bene... :)

28 agosto, 2006 19:13  
Blogger Rotella ha detto...

Grazie a te, Gloriamundi.
Mi hai dato l'occasione per parlare della mia passione.
Sono contenta che tu abbia apprezzato... anche la prima Rotella!!! :D
Deve essere una di quelle che ho perso strada facendo....:)

28 agosto, 2006 19:36  
Anonymous Anonimo ha detto...

Ma non è vero!...
Sono davvero belle, comunque.
Ma sono molto fragili? E' pur sempre ceramica... Però se uno li usa come monili c'è grosso rischio rottura...

29 agosto, 2006 22:24  
Blogger Rotella ha detto...

Eh sì, essendo di ceramica sono fragili. Bisogna essere consapevoli, mentre li si maneggia, che se cadono facilmente potrebbero rompersi.
Sono altamente sconsigliati, per esempio, durante gli allenamenti di lancio del peso.
Sono, invece, altamente consigliati, per catalizzare l'attenzione sulla scollatura... uomini e donne eh... per motivi diversi e a volte anche per motivi uguali....

30 agosto, 2006 09:28  
Anonymous Anonimo ha detto...

ti ringrazio per esserti palesata e avermi fatto scoprire il tuo blog. ricambio volentieri il link. la ceramica mi piace molto, in particolare quella con il rivestimento vetroso fatto con gli ossidi e il raku. per una che cucina e fa il pane non dovrebbe essere difficile provarci. penso sempre che un giorno imparerò.
saluti

30 agosto, 2006 14:28  
Blogger Rotella ha detto...

Bhe... grazie a te, Lafrattaglia, per essermi venuta a trovare.
Hai colto molto bene il fatto che la modellazione di un vaso richiede una manualità e un senso artistico simile a quello di un cuoco che esegue e compone un piatto.
Non ridere.... però quando modello la pastra frolla, mi vengono buone le tecniche ceramiche che ho imparato.
Quando deciderai di sperimentarti, sarò felice di aiutarti come posso...
Ciao

30 agosto, 2006 14:42  

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